

Ottantatré morti su centoquaranta, e il sessanta per cento aveva meno di diciotto anni.
La grotta sta in fondo a una gola profonda una decina di metri, a ottocento metri dalla spiaggia dove gli americani sbarcarono. Il 1º aprile 1945 i rifugiati furono scoperti e non credettero a chi gridava loro di uscire; il giorno dopo, dentro, qualcuno accatastò coperte e futon e diede fuoco. Morirono ottantatré persone su circa centoquaranta, e la maggior parte erano bambini. Per trentotto anni al paese non se ne parlò: la verità venne fuori nel 1983.
Grotta naturale nella frazione di Namihira, a Yomitan. Il monumento che sta all'ingresso, «la statua della pace che lega le generazioni», fu scolpito da Kinjō Minoru insieme ai familiari delle vittime e agli abitanti del paese, e inaugurato il 2 aprile 1987; distrutto nel novembre dello stesso anno da attivisti di destra, fu rifatto nel 1995 con le donazioni. Nel settembre 2017 quattro minorenni lo danneggiarono di nuovo per gioco: il tribunale dei minori li mise in libertà vigilata e li fece partecipare al restauro.
ℹ️ ⚠️ Dentro non si entra: dall'aprile 1995 l'ingresso è vietato per volontà dell'associazione dei familiari, perché la grotta è una tomba. Si resta al monumento all'esterno, dove c'è anche la stele. Il parcheggio è vicino. È un luogo di lutto ancora vivo, non un'attrazione.
🚉 Namihiranakaishirabaru · 5′ a piedi
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