
A 2.200 m dall'ipocentro bruciarono haiden e honden: il portale del 1646 restò in piedi.
Ai due lati della scalinata che porta al portale karamon corrono 17 lanterne per parte — numero scelto per il 17, giorno della morte di Tokugawa Ieyasu — e i gradini stessi sono 51, cioè 17 per tre; sulle lanterne torna lo stemma a tre foglie di malva dei Tokugawa, tranne una, capovolta di proposito, a dire che nulla di compiuto smette di crescere. Dietro il santuario, il sentiero del Kinkō Inari sale fra oltre 120 torii vermigli e circa 500 gradini verso il santuario secondario in vetta.
Il secondo signore del dominio di Hiroshima, Asano Mitsuakira, avviò la costruzione nel 1646 e la completò nel luglio 1648: sua madre era la terza figlia di Tokugawa Ieyasu, e il santuario nacque nello stesso movimento che portò decine di daimyō a costruire un proprio Tōshōgū dopo che il signore di Okayama, Ikeda Mitsumasa, aveva aperto la strada nel 1645. Nel 1881, quando il signore si trasferì a Tokyo, il neitai (corpo sacro) lo seguì; tornò dopo che alcuni cittadini di Hiroshima ne fecero richiesta formale ai discendenti Asano. Nella guerra, circa venti soldati del corpo di comunicazione dell'esercito presidiavano stabilmente il recinto, ritenuto a basso rischio di bombardamento aereo e per questo destinato anche a rifugio pubblico — proprio per questa fiducia, i tesori del santuario non furono sfollati altrove. Il 6 agosto 1945, a circa 2.200 metri dall'ipocentro, lo spostamento d'aria scoperchiò i tetti e abbatté il torii di pietra; il fuoco partì dal salone di culto e si propagò fino a distruggere l'edificio principale, ma i soldati riuscirono a fermarlo prima che bruciasse tutto: karamon (il portale del 1646), le due ali laterali, la sala delle abluzioni, l'honjidō, il magazzino delle offerte, il piccolo cancello laterale, il mikoshi (portantina sacra) e le teste di leone kirin-jishigashira restarono in piedi, e oggi sono beni culturali tangibili importanti designati dalla città di Hiroshima. Nella confusione di quel giorno il santuario accolse molti feriti; lo scrittore Hara Tamiki, colpito dalla bomba nella casa di famiglia a Noborichō, passò la notte del 7 agosto all'aperto nel recinto insieme a dei parenti, e da quegli appunti scrisse poi il romanzo «Fiori d'estate» («夏の花»). L'edificio di culto attuale fu ricostruito nell'aprile 1965, per i 350 anni dalla morte di Ieyasu; l'honden e l'haiden furono rifatti nel 1984. Fra il 2008 e il 2011 il karamon e le ali, inclinati dallo spostamento d'aria della bomba, sono stati raddrizzati con un intervento di restauro conservativo.
ℹ️ Cancelli aperti 6:10-19:00 tutti i giorni, nessuna chiusura settimanale dichiarata («年中無休»); l'ufficio per amuleti e goshuin è aperto 9:00-16:00 (hiroshima-toshogu.or.jp/info/gokigan.html). Nessuna tariffa di ingresso: l'unica voce a pagamento è l'offerta per le preghiere personali (五千円〜). Il sentiero del Kinkō Inari è libero e senza cancello proprio.
🚉 Hiroshima · 10′ a piedi
Vacanze in Giappone? Pianificale con noi.Oltre 2.000 luoghi veri, itinerario giorno per giorno.GratisApri la mappa →Fonti: hiroshima-toshogu.or.jp · hiroshima-toshogu.or.jp · hiroshima-toshogu.or.jp · ja.wikipedia.org
Qui vicino
Shukkeien900 mfoto di Yoshio Kohara · CC BY 3.0
Museo d'Arte della Prefettura di Hiroshima1000 mfoto di Taisyo at Japanese Wikipedia · CC BY 3.0
Ponte Enkō1000 mfoto di Taisyo · CC BY 3.0
Cattedrale memoriale della pace mondiale1,1 kmfoto di Wiiii · CC BY-SA 3.0
