

Nel 1986 il vulcano si svegliò e in una notte i diecimila abitanti lasciarono l’isola.
È l’isola di Tokyo che si raggiunge davvero: un’ora e quarantacinque di aliscafo da Takeshiba, in mezzo alla città, o sei ore di nave notturna. Da Atami sono quarantacinque minuti, da Itō trentacinque. Al centro sta il Mihara, che è un vulcano attivo e sorvegliato, non un rilievo qualsiasi.
Il Mihara erutta da sempre: l’Agenzia meteorologica ne elenca le eruzioni dal 680 in poi, con quelle grandi dell’era Jōkyō (1684-90) e dell’era An’ei (1777-92). L’ultima grande è del novembre 1986, e la notte del 21 tutti i diecimila abitanti dell’isola furono portati via — 「21日夜全島民1万人島外へ避難(約1ヶ月)」 — e tornarono circa un mese dopo. Da allora il vulcano è tenuto sotto osservazione con sismometri, inclinometri e telecamere.
ℹ️ Aliscafo da Takeshiba 1h45, nave notturna 6h, aliscafo da Atami 45′. ⚠️ Il sentiero di vetta del Mihara ha tratti col fondo cattivo e l’Agenzia meteorologica raccomanda scarponi da montagna, non scarpe da città. Il comune tiene una pagina fissa sullo stato dell’attività vulcanica ed è quella da guardare prima di partire: l’area entro 600 m dal cratere sommitale è interdetta, sentieri ufficiali esclusi. ⚠️ Quella pagina però porta date vecchie — lo stato «attività tranquilla» è aggiornato al 2017 e la restrizione dei 600 m al 2010: si controlla, non si dà per buona.
🚉 Okada-kō (岡田港) / Motomachi-kō (元町港) · 142′ a piedi
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