The Anime Trip

Tochigi

Kanmangafuchi — le statue Jizō

憾満ヶ淵

Apri sulla mappacon oltre 1800 meraviglie del Giappone

Kanmangafuchi — le statue Jizō (憾満ヶ淵)
foto di Oren Rozen · CC BY-SA 4.0
Kanmangafuchi — le statue Jizō (憾満ヶ淵)
foto di DimiTalen · CC0

Circa 70 Jizō lungo il fiume: le chiamano «bake-jizō» perché ognuno le conta diverse.

Il sentiero corre lungo una gola scavata dal fiume Daiya nella lava del monte Nantai, e costeggia una fila di statuette di pietra dedicate a Jizō, il bodhisattva protettore dei bambini e dei viandanti. Se ne contano oggi circa 70: erano forse un centinaio, ridotte da un'alluvione dell'epoca Meiji, e il fatto che nessuno riesca a contarle due volte allo stesso modo ha dato loro il soprannome di «Jizō fantasma» (化け地蔵).

Le statue sono attribuite ai discepoli del monaco Tenkai, che nel Seicento rifondò il complesso religioso di Nikkō, scolpite per la salvezza delle anime dei defunti. Il luogo, meno affollato dei santuari principali a pochi minuti di distanza, è considerato una delle mete «穴場» (fuori dai circuiti) più citate di Nikkō proprio per questo contrasto.

ℹ️ Accesso libero e gratuito, sentiero sempre aperto. In estate segnalata la presenza di sanguisughe di montagna sul percorso boschivo.

🚉 Yasukawacho · 13′ a piedi

Vacanze in Giappone? Pianificale con noi.Oltre 2.000 luoghi veri, itinerario giorno per giorno.GratisApri la mappa →

Fonti: tochigiji.or.jp · nikko-monzen.com

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foto di Oren Rozen · CC BY-SA 4.0
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Circa 70 Jizō lungo il fiume: le chiamano «bake-jizō» perché ognuno le conta diverse.

Il sentiero corre lungo una gola scavata dal fiume Daiya nella lava del monte Nantai, e costeggia una fila di statuette di pietra dedicate a Jizō, il bodhisattva protettore dei bambini e dei viandanti. Se ne contano oggi circa 70: erano forse un centinaio, ridotte da un'alluvione dell'epoca Meiji, e il fatto che nessuno riesca a contarle due volte allo stesso modo ha dato loro il soprannome di «Jizō fantasma» (化け地蔵).

Le statue sono attribuite ai discepoli del monaco Tenkai, che nel Seicento rifondò il complesso religioso di Nikkō, scolpite per la salvezza delle anime dei defunti. Il luogo, meno affollato dei santuari principali a pochi minuti di distanza, è considerato una delle mete «穴場» (fuori dai circuiti) più citate di Nikkō proprio per questo contrasto.

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