
Chiude un giorno solo all'anno, il 23 maggio: è l'anniversario di chi se lo costruì.
Ci si siede sul bordo della stanza aperta e si guarda il giardino scendere a terrazze di azalee potate a cupola. In alto, lungo le pareti, ci sono i ritratti di trentasei poeti cinesi. Ogni tanto arriva un colpo secco: è lo *shishi-odoshi*, un tubo di bambù che si riempie d'acqua, si ribalta e percuote un sasso, inventato per spaventare i cinghiali.
Ishikawa Jōzan (1583–1672), samurai passato alle lettere, se lo costruì come ritiro nel 1641 sul pendio a est di Kyoto; il tempio parla oggi di «trecentottant'anni». Il nome, «la sala dei poeti immortali», viene dai ritratti di trentasei poeti cinesi appesi in alto lungo le pareti della stanza principale. Il nome per esteso è Shisen-dō Jōzan-ji.
ℹ️ ¥700 adulti, ¥500 liceali, ¥300 elementari e medie e per chi ha certificato di disabilità. Aperto 9:00–17:00, ricevimento chiuso alle 16:45. ⚠️ Chiude un giorno solo all'anno: il 23 maggio, anniversario della morte del fondatore. Dalla fermata del bus «Ichijōji Sagarimatsu-chō» sono sette minuti a piedi verso est; dalla stazione «Ichijōji» della ferrovia Eizan, quindici.
🚉 Ichijoji · 11′ a piedi
Vacanze in Giappone? Pianificale con noi.Oltre 2.000 luoghi veri, itinerario giorno per giorno.GratisApri la mappa →Fonti: kyoto-shisendo.net · ja.kyoto.travel
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