
Nato nel 1999 dopo anni di richieste delle famiglie dei caduti in guerra
Al sesto e al settimo piano, circa 400 dei 64.000 oggetti della collezione sono esposti a rotazione — l'ultimo cambio, 210 pezzi, è di fine giugno 2026: non armi né battaglie, ma tessere annonarie, lettere, elettrodomestici del dopoguerra. Il piano terra, con biblioteca e archivio audiovisivo, è a ingresso libero.
Il museo nasce il 27 marzo 1999, dopo anni di richieste dell'Associazione nazionale delle famiglie dei caduti in guerra (日本遺族会), che ancora oggi lo gestisce per conto del Ministero della Salute, del Lavoro e del Welfare. Lo scopo dichiarato è tramandare alle generazioni future le fatiche della vita quotidiana giapponese fra il 1935 circa e gli anni Sessanta — il razionamento, la ricostruzione, il decennio del boom economico — non le operazioni militari, che restano fuori dal suo mandato: fra gli oggetti esposti compaiono anche i «tre tesori sacri» del dopoguerra, televisore, frigorifero e lavatrice, chiamati così per scherzo come i tesori imperiali. L'edificio è firmato dall'architetto Kikutake Kiyonori.
ℹ️ Aperto 10:00-17:30 (ultimo ingresso 17:00), chiuso il lunedì e dal 28 dicembre al 4 gennaio. Piano terra gratuito; sale permanenti (piani 6-7) 400 yen adulti, 360 over 65, 200 studenti, gratis fino alle medie. Stazione di Kudanshita, uscita 4, un minuto a piedi. Parcheggio a pagamento, 200 yen ogni 30 minuti.
🚉 Kudanshita · 1′ a piedi
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