Arimatsu, il borgo dei tintori (有松の町並み) 有松の町並み
Ottocento metri di case di tintori, e sopra la strada nemmeno un palo della luce.
Arimatsu nasce nel 1608, quando il clan Owari convince dei coloni a stabilirsi lungo la Tōkaidō — la grande strada fra Edo, l'odierna Tokyo, e Kyoto — in un tratto vuoto fra le stazioni di posta di Narumi e Chiryū. Non c'erano campi buoni, così il borgo si inventò un prodotto da vendere ai viandanti: lo shibori, la tintura a riserva, dove si lega la stoffa prima di immergerla nell'indaco e al posto dei nodi restano disegni bianchi. Nel 1784 un incendio bruciò quasi tutto il villaggio e la ricostruzione durò una ventina d'anni: è quella che si vede oggi, case basse con le grate di legno, muri intonacati a prova di fuoco, magazzini col tetto nero. Il 25 luglio 2016 lo Stato ha iscritto i 7,3 ettari del borgo fra i distretti di conservazione di importanza nazionale, classificandolo come borgo della tintura e della tessitura: è il primo paesaggio di strada storica dentro una grande città a ottenere quel titolo. Dal 2019 è anche Japan Heritage, il marchio con cui il ministero della cultura riconosce una storia di territorio, qui come centro con la più ampia varietà di tecniche di shibori al mondo.
Aichi
Arimatsu