Museo giapponese della kokeshi (日本こけし館) 日本こけし館
Le prime bambole risalgono al 1811, ma il nome «kokeshi» fu fissato solo nel 1940.
Il museo nasce dalla collezione che il poeta e scrittore per bambini Fukazawa Kaname donò nel 1953 alla cittadina di Naruko (oggi nel comune di Ōsaki), e dalle bambole che dal 1957 gli artigiani di tutto il Giappone hanno continuato a offrire ogni anno alla Festa della Kokeshi: sette anni di lavori, apertura nel 1975. La bambola stessa, secondo la ricostruzione del museo, nasce nell'area termale del Tōhoku fra il 1804 e il 1830, quando gli artigiani del legno che tornivano ciotole e vassoi (木地師) iniziarono a farne anche come souvenir per i bambini in visita alle terme, con uno stile di decorazione che risente dei bambolotti di cartapesta, delle bambole di Tsutsumi e di quelle di semi di papavero; un documento del 1811 le cita già come «bambole». Il nome «kokeshi», scritto in tre sillabe hiragana, è stato fissato solo nel 1940 da un'assemblea di collezionisti e artigiani, per mettere fine alla babele di nomi regionali (kogesu, kōgeshi, kokesunboko, kiboko, deko, deku) che rendeva difficile persino ordinarle. Un documento del 1862 le chiama «kofukeshi», leggendovi l'augurio di avere figli (子授けし): il motivo a fascia sulla testa, il mizuhikite, viene dalle bambole cerimoniali di corte di Kyoto, ed è per questo che la kokeshi resta un dono beneaugurale per la crescita dei bambini.
Miyagi
Naruko-Onsen