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Aichi

Shikemichi, la via dei magazzini

四間道

Apri sulla mappacon oltre 1800 meraviglie del Giappone

Shikemichi, la via dei magazzini (四間道)
foto di Gryffindor · CC BY-SA 3.0
Shikemichi, la via dei magazzini (四間道)
foto di Gryffindor · CC BY-SA 3.0

Dopo l'incendio del 1700 la strada fu allargata a sette metri: così il fuoco non saltava.

Sul lato est corre un muro di pietra alto un metro, e sopra il muro una fila di magazzini con l'intonaco bianco e il tetto nero. Non è decorazione: il clan che governava Nagoya li volle lì come barriera contro il fuoco, a difesa delle case di fronte. A ovest si aprono vicoli larghi due metri, dove qualcuno ha messo una cappella sul tetto e qualcun altro ha aperto un caffè in una casa di cent'anni.

Shikemichi nasce con il castello di Nagoya, finito nel 1610, e vive del canale Horikawa che gli scorre a un isolato di distanza: il canale fu scavato per portare i materiali al cantiere del castello e restò poi la via d'acqua fra il porto e la città, così i mercanti costruirono qui i loro magazzini. Il nome arriva più tardi: dopo il grande incendio del 1700 la strada fu allargata a quattro ken — il ken è l'unità con cui si misurano le case giapponesi, circa 1,8 metri — cioè a sette metri buoni, per impedire alle fiamme di saltare da un lato all'altro. Shikemichi vuol dire appunto «la strada dei quattro ken». Il quartiere non fu bombardato in guerra e ne è uscito con i magazzini in piedi. Nel 1986 il comune di Nagoya ne ha protetto 2,8 ettari come distretto di conservazione del paesaggio urbano. Nei vicoli sopravvivono due cose rare: gli yanegami-sama, minuscole cappelle issate sul tetto delle case, usanza di questa regione, e un Jizō, la statua di pietra della divinità che si prega per i bambini.

ℹ️ Quindici minuti a piedi dalla stazione di Nagoya, oppure cinque dall'uscita 2 della stazione Kokusai Center sulla linea Sakura-dōri; il bus turistico Meguru ha una fermata col nome del quartiere. Non si paga niente e non c'è niente da prenotare: si gira e basta, mezz'ora abbondante, un'ora buona se si aggiunge la galleria di Endōji che è a un ponte di distanza. Le due strade principali sono a senso unico e ci passano le auto, e il turismo comunale avverte di starci attenti: non si cammina in mezzo. All'estremità sud c'è il santuario Sengen, del 1647, con canfori e zelkove di circa trecento anni. I caffè ricavati nelle case vecchie hanno orari propri, spesso corti.

🚉 Kokusai Center (International Center) · 6′ a piedi

Vacanze in Giappone? Pianificale con noi.Oltre 2.000 luoghi veri, itinerario giorno per giorno.GratisApri la mappa →

Fonti: city.nagoya.jp · nagoya-info.jp · aichinow.pref.aichi.jp

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foto di Gryffindor · CC BY-SA 3.0
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Dopo l'incendio del 1700 la strada fu allargata a sette metri: così il fuoco non saltava.

Sul lato est corre un muro di pietra alto un metro, e sopra il muro una fila di magazzini con l'intonaco bianco e il tetto nero. Non è decorazione: il clan che governava Nagoya li volle lì come barriera contro il fuoco, a difesa delle case di fronte. A ovest si aprono vicoli larghi due metri, dove qualcuno ha messo una cappella sul tetto e qualcun altro ha aperto un caffè in una casa di cent'anni.

Shikemichi nasce con il castello di Nagoya, finito nel 1610, e vive del canale Horikawa che gli scorre a un isolato di distanza: il canale fu scavato per portare i materiali al cantiere del castello e restò poi la via d'acqua fra il porto e la città, così i mercanti costruirono qui i loro magazzini. Il nome arriva più tardi: dopo il grande incendio del 1700 la strada fu allargata a quattro ken — il ken è l'unità con cui si misurano le case giapponesi, circa 1,8 metri — cioè a sette metri buoni, per impedire alle fiamme di saltare da un lato all'altro. Shikemichi vuol dire appunto «la strada dei quattro ken». Il quartiere non fu bombardato in guerra e ne è uscito con i magazzini in piedi. Nel 1986 il comune di Nagoya ne ha protetto 2,8 ettari come distretto di conservazione del paesaggio urbano. Nei vicoli sopravvivono due cose rare: gli yanegami-sama, minuscole cappelle issate sul tetto delle case, usanza di questa regione, e un Jizō, la statua di pietra della divinità che si prega per i bambini.

ℹ️ Quindici minuti a piedi dalla stazione di Nagoya, oppure cinque dall'uscita 2 della stazione Kokusai Center sulla linea Sakura-dōri; il bus turistico Meguru ha una fermata col nome del quartiere. Non si paga niente e non c'è niente da prenotare: si gira e basta, mezz'ora abbondante, un'ora buona se si aggiunge la galleria di Endōji che è a un ponte di distanza. Le due strade principali sono a senso unico e ci passano le auto, e il turismo comunale avverte di starci attenti: non si cammina in mezzo. All'estremità sud c'è il santuario Sengen, del 1647, con canfori e zelkove di circa trecento anni. I caffè ricavati nelle case vecchie hanno orari propri, spesso corti.

🚉 Kokusai Center (International Center) · 6′ a piedi

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